Tecnologie: PATCH TEST, PRICK TEST

Riferimento: Dottoressa VERA TENGATTINI

L’ ECZEMA

Gli eczemi rappresentano la patologia dermatologica più frequente. Si conoscono diversi tipi di eczema (detto anche dermatite): la dermatite allergica da contatto, la dermatite atopica, la dermatite seborroica, l’eczema in chiazze, l’eczema disidrosico etc. Essi possono presentarsi con un quadro di tipo acuto, subacuto  o cronico.

L’eczema acuto si caratterizza per le seguenti fasi:

  • Fase eritemato-edematosa: rossore intenso e gonfiore cutaneo
  • Fase vescicolosa: comparsa di bollicine di piccole dimensioni che si rompono facilmente
  • Fase essudante o madidans: rottura delle bollicine (spesso in seguito al grattamento per la presenza di prurito) con fuoruscita del siero in esse contenuto
  • Fase squamo-crostosa: L’essudato si rapprende in croste
  • Fase di guarigione: la pelle torna compatta ma possono persistere macchie chiare o scure, il prurito diminuisce

Se la causa non è curata e rimossa l’eczema cronicizza e si parla di eczema subacuto o cronico (l’epidermide diventa più spessa, meno elastica, sono presenti ragadi dolorose e prurito).

Scopri come curare e prevenire l’eczema:

Ambulatorio di Allergologia – PATCH TEST

Presso il Centro Dermatologico siamo specializzati nella diagnosi e cura della dermatite allergica da contatto (DAC), una patologia frequente negli adulti.

Siamo ogni giorno a contatto con coloranti, profumi e composti chimici sia per cause professionali (es. parrucchieri, operai ecc.) che per motivi estetici (tatuaggi, ricostruzione unghie, protesi odontoiatriche) che possono causare allergie.

Il dermatologo decide sulla base della visita preliminare quali sostanze testare con i patch test (test epicutanei).

Tali test sono essenziali per confermare la diagnosi e per identificare gli allergeni in causa, essi testano la presenza di allergia ritardata (reazione IV tipo) ad apteni (cioè allergeni) appartenenti alla classe di sostanze chimiche definite, disperse in vaselina o disciolti in opportuno solvente, in concentrazioni variabili ed in sintonia con la letteratura internazionale.

Gli apteni sono depositati in cellette dette “fin chambres” distanti tra loro 1 cm e realizzate in polietilene con l’interno in carta, montate su un cerotto ipoallergico. Il cerotto viene applicato sulla schiena e il paziente lo rimuove dopo 48 ore. Il medico esegue solitamente a 72h la “lettura” dell’esame che è particolarmente complessa ed i risultati si modulano in base alla reazione della pelle da 1 a 3 + (+/- = test dubbio;+ = lieve positività;+ + = positività media;+ + + = positività forte). Le sostanze testate possono causare una reazione irritativa (DIC) erroneamente confusa con una allergia perciò la lettura dei test va affidata a medici esperti.

In casi selezionati si può effettuare il ROAT’s (Reapeated Open Application tests) che consiste nell’applicare l’aptene in un determinato punto cutaneo 2 volte al giorno per alcune settimane. Infatti alcuni pazienti sono negativi ai patch test non perché siano “non allergici” ma poiché la loro pelle si è adattata all’allergene e servono molti giorni e applicazioni per manifestare la reazione cutanea.

Il prick test (reazione I tipo: immediata) invece identifica la presenza di IgE specifiche in vivo in malattie come la dermatite atopica, la dermatite da contatto a proteine, l’orticaria.

Come si effettuano?

Sugli avambracci si appoggiano delle gocce degli allergeni da testare e 2 test di controllo: uno contenente istamina ed uno contenente soluzione fisiologica. Successivamente si punge al centro di ogni goccia con un ago di plastica (non è doloroso) e si attendono circa 15 minuti. Nel soggetto normale la soluzione fisiologica non provoca alcuna reazione mentre l’istamina provoca un pomfo (la pelle si gonfia e diventa rossa). Le varie sostanze sono confrontate all’istamina e se nella sede dove era presente un allergene si forma il pomfo allora significa che si sono prodotte IgE specifiche contro quell’allergene.

Non bisogna inoltre dimenticare che in rari casi ci si può allergizzare anche ai farmaci (ad esempio il cortisone) che si prescrivono proprio per curare gli eczemi. Se un eczema risponde poco o addirittura peggiora con la terapia, con i test si può capire se un paziente presenta allergia al principio attivo.

FOCUS ON: TEST EPICUTANEI - PATCH TEST

Rappresentano le prove diagnostiche di maggiore scelta per le dermatiti da contatto, poiché riproducono la modalità di sensibilizzazione.
I test vanno eseguiti in un numero selezionato.
E’ quindi necessario circoscrivere le sostanze sospette.

Questo può essere fatto in base all’analisi della sede, della modalità di insorgenza, tenendo conto dell’attività lavorativa, di precedenti problemi allergici ecc. Per questi test si utilizzano una serie preordinata di allergeni, quelli più comunemente responsabili di questo tipo di patologia.
Il materiale aptenico (contenente l’allergene) è disponibile in pomate o soluzioni, viene posto su un disco di cellulosa di 1 cm di diametro. Questo viene fissato al centro di una sottile lamina di alluminio, che viene applicata sulla cute del dorso con un cerotto di polietilene, di carta o di seta. Un altro supporto può essere un cerotto poroso ipoallergico su cui sono inserite “cellette” quadrate di circa 1 cm di lato, in polipropilene, senza aggiunta di additivi, con l’interno in carta da filtro Whatman. Attualmente vengono impiegate le “Finn Chambers”, disponibili in strisce con cellette multiple o singole.
Le sostanze allergeniche possono essere applicate direttamente nelle cellette.
Sono in commercio numerosi patch test, calibrati su varie sostanze allergeniche e in grado di rilevare la maggior parte delle sostanze sensibilizzanti per le dermatiti da contatto (serie standard, serie parrucchieri, serie odontoiatri..).

In cosa consiste l’esame?

Il paziente prima di essere sottoposto all’esame prenderà un appuntamento per un colloquio informativo durante il quale gli verrà spiegata la metodica, i possibili rischi ed effetti collaterali, verrà valutata l’opportunità o meno di eseguire l’esame e verrà ben pianificata il giorno dell’esame ed il piano di trattamento.
Il cerotto viene applicato sulla schiena e il paziente lo rimuove dopo 48 ore. Il medico esegue solitamente a 72h la “lettura” .
Dal giorno in cui vengono attaccati i cerotti al giorno della lettura dei test il paziente non può bagnare la schiena e non può sudare (niente sport o attività fisica in genere) fino alla rimozione del cerotto.

Le reazioni che si possono riscontrare sono sotto forma di eczemi, vescicole, eritema, edema, papule, croste. La reazione può esitare con un alone ipo o ipercromico che scompare spontaneamente nel giro di qualche settimana.