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Pico è la soluzione definitiva per:

  • Rimozione Tatuaggi Multicolore
  • Rimozione Lesioni Pigmentate Benigne
  • Trattamenti per il Viso
  • Epilazione
  • Rimozione Lesioni Vascolari
  • Cicatrici / Cicatrici Acneiche

Con Pico è ora possibile rimuovere tatuaggi colpendo i colori che le altre macchine non colpiscono:

Siamo orgogliosi di essere i primi in Emilia Romagna ad avere questa meraviglia per rimuovere macchie e tatuaggi prodotta da Quanta System SpA, azienda del gruppo DEKA Laser PBC.

“Discovery PICO utilizza la più avanzata tecnologia di emissione ai picosecondi per il trattamento di tatuaggi e lesioni pigmentate benigne attraverso impulsi di energia estremamente brevi e potenti. Gli impulsi generano un puro effetto fotoacustico mirato agli inchiostri e alle macchie cutanee, lasciando la pelle circostante intatta.

A differenza dei tradizionali laser Q-Switch che frammentano i pigmenti in granuli, il laser ai picosecondi li riduce in un particolato finissimo che risulta più facilmente eliminabile dal corpo anche attraverso il processo di fagocitosi.

A seconda della lunghezza d’onda un laser è in grado di agire su diversi colori di pigmento. Per questo motivo Discovery PICO dispone delle lunghezze d’onda 1064 e 532 nm in grado di trattare la tipologia di tatuaggi maggiormente diffusa e le lesioni pigmentate benigne sia epidermiche che dermiche. Inoltre la modalità di emissione “Photo-Thermal” (Free Running) insieme a Q-Switch e PICO è ideale per le applicazioni di fotoringiovanimento cutaneo del viso.

Quando una particella o aggregati di particelle presenti nella cute assorbono una radiazione laser ad impulsi ultracorti, si genera un repentino riscaldamento con una temperatura che all’interno della particella può raggiungere anche i 900°C.

Il rapido riscaldamento induce nella particella un’espansione estremamente veloce, che genera un’onda meccanica longitudinale (acustica) che attraversa la particella stessa. L’onda generata esercita una pressione che eccede la soglia di frattura della particella, determinandone la frammentazione. Questo processo prende il nome di effetto fotoacustico.”