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PEELING GLICOLICO

Gli alfa-idrossiacidi comprendono l’acido glicolico, lattico, malico, citrico e tartarico che sono presenti in natura nei seguenti alimenti:

  • acido glicolico (canna da zucchero)
  • acido lattico (latte)
  • acido malico (mele)
  • acido citrico (agrumi)
  • acido tartarico (uva)

L’acido glicolico è sicuramente la molecola di più ampio utilizzo, usato in formulazione acquosa o come gel, in concentrazioni che vanno dal 50 al 70% con un pH più o meno acido, che condiziona la capacità di penetrazione della sostanza stessa. Il meccanismo d’azione dell’acido glicolico consiste in una riduzione della coesione dei cheratinociti (cellule epidermiche) nell’aumento della quantità di collagene e glicosaminoglicani nel derma.

Prima del peeling chimico non deve essere stato effettuato il make-up e/o aver eseguito di recente atti traumatici quali la rasatura o la pulizia del viso.

Prima dell’applicazione, si raccolgono i capelli con una cuffia monouso o una fascia, e la cute viene detersa con una sostanza in grado di rimuovere il film idrolipidico superficiale e di rendere uniforme il pH cutaneo.
Di solito viene usato alcol e/o acetone.

L’acido glicolico viene applicato con un pennello a ventaglio e lasciato agire per alcuni minuti. Il tempo di persistenza della sostanza è proporzionale alla profondità del peeling e non standardizzabile (di solito compresa tra 1 e 10 minuti) in quanto è in relazione non solo alla sostanza stessa ma ad altre variabili, quali il tipo di cute, il fototipo, la sede anatomica in cui viene applicato. L’applicazione comporta la comparsa di eritema, edema e uno schiarimento bianco-grigiastro, segno di lisi epidermica. L’acido glicolico, a fine trattamento, viene neutralizzato con una soluzione basica, di solito acqua e bicarbonato, il viso deterso con un detergente delicato e, infine, viene applicata un’emulsione idratante/lenitiva. La fase post-domiciliare prevede l’applicazione di sostanze idratanti e fotoprotettive.

È assolutamente controindicata l’esposizione ai raggi ultravioletti almeno nelle due settimane successive al peeling.
Sono necessarie di solito più sedute, a intervalli di 2-3 settimane l’una dall’altra.
Ogni singola seduta ha una durata di 15-30 minuti e normalmente è possibile riprendere la propria attività lavorativa e sociale il giorno stesso del trattamento.

Indicazioni:

  • Acne, photoaging, melasma
  • Controindicazioni
  • Psicosi
  • Gravidanza
  • Herpes simplex (nella sede di esecuzione del peeling)
  • Infezione batterica (nella sede di esecuzione del peeling)
  • Diatesi fibroblastica (rischio di formazione di cheloidi)
  • Complicanze e/o effetti collaterali

Il peeling chimico può indurre recidive erpetiche, pertanto si consiglia in soggetti predisposti un trattamento profilattico con farmaci antivirali
Può indurre inoltre eritema ed edema nelle 2-3 ore successive al trattamento e cute secca e desquamante nella settimana successiva
Talora si ha la comparsa di sovrainfezione batterica in seguito a manovre di grattamento, con formazione di vescicole, croste ed essudazione, per cui è necessaria una terapia antibiotica per via orale e topica

PEELING ACIDO SALICILICO

L’acido salicilico, chimicamente detto acido-o-idrossibenzoico, viene utilizzato come agente peeling chimico a diverse concentrazioni, in particolare in concentrazioni del 50% in pasta per trattare distretti non facciali e in concentrazione del 25-30% in soluzione idroalcolica per trattare il viso. Il meccanismo d’azione consiste nell’indurre una notevole desquamazione con riduzione della coesione intercheratinocitaria. I distretti non facciali che vengono trattati sono generalmente il dorso delle mani e gli avambracci, ove dopo un’accurata detersione con alcol si applica l’acido salicilico al 50% in pasta con una spatola. Viene eseguito un bendaggio occlusivo che viene lasciato in sede per 48 ore. Successivamente alla rimozione del bendaggio la cute appare macerata, pertanto devono essere eseguiti impacchi antisettici e applicata una crema antibiotica per circa due settimane, o almeno fino a completa riepitelizzazione della cute.

L’area di trattamento non deve essere molto estesa in quanto l’assorbimento di una quantità eccessiva di acido salicilico può indurre la comparsa di cefalea, acufeni, vertigini e diarrea, espressione di tossicità indotta dalla sostanza o salicilismo.
Tale tossicità è un evento eccezionale, e per lo più associato a una contemporanea assunzione per via orale di acido salicilico (aspirina).
È consigliabile bere almeno 2 litri di acqua al giorno.

A livello del volto viene utilizzata una soluzione idroetanolica di acido salicilico alla concentrazione del 25-30%.
Prima del peeling non deve essere stato effettuato il make-up; i capelli vengono raccolti con una cuffia monouso o una fascia; la cute viene detersa con alcol per rimuovere il film idrolipidico superficiale e rendere uniforme il pH cutaneo.
La soluzione viene applicata con un pennello a ventaglio o con bastoncini cotonati su tutto il volto, con iniziale applicazione alla fronte e in successione alle guance, al mento, al labbro superiore, alle palpebre, per una durata di 30 secondi. Subito dopo l’applicazione si avverte una sensazione di bruciore e di calore che dura circa 3 minuti e che si autoestingue.

Talora sono necessari 2 o 3 passaggi della sostanza nella stessa seduta. Alla fine del peeling chimico la cute viene detersa con una sostanza oleosa per togliere eventuali depositi di acido salicilico sulla superficie cutanea e viene applicata un’emulsione idratante.
Nella fase post-peeling permane un eritema che recede completamente in 24-36 ore, dopo le quali inizierà una desquamazione e talora un aumento transitorio della pigmentazione in alcune aree del viso.
È necessario applicare nelle due settimane successive un’emulsione idratante e una crema schermante solare.
Spesso sono necessarie più sedute a distanza di 3-4 settimane l’una dall’altra.
Ogni singola seduta ha una durata di 15-30 minuti e normalmente è possibile riprendere la propria attività lavorativa e sociale il giorno stesso del trattamento.

Indicazioni:

Cheratosi attiniche, lentiggini senili, acne volgare in fase comedonica e infiammatoria, dermatite seborroica, melasma, foto danneggiamento

  • Controindicazioni
  • Psicosi
  • Gravidanza
  • Herpes simplex (nella sede di esecuzione del peeling)
  • Infezioni batteriche (nella sede di esecuzione del peeling)
  • Allergia all’acido acetilsalicilico
  • Diatesi fibroblastica (rischio di formazione cheloidi)
  • Complicanze e/o effetti collaterali

Il peeling chimico può indurre recidive erpetiche, pertanto si consiglia in soggetti predisposti un trattamento profilattico con farmaci antivirali.
Effetti collaterali sono: la comparsa di eritema ed edema, soprattutto nelle prime 5 ore dal trattamento, fino alle 36 ore successive; desquamazione intensa e zone di aumento della pigmentazione a partire dai 3 giorni successivi fino ai 7-10 giorni dopo il trattamento
Tossicità da acido salicilico (salicilismo)