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La laserlipolisi è una tecnica che utilizza la tecnologia laser per distruggere il tessuto adiposo e favorire la retrazione cutanea. Può essere associata alla liposuzione per rimuovere il tessuto sciolto con un minore traumatismo. È una tecnica ambulatoriale in grado di eliminare il grasso superfluo attraverso l’utilizzo dell’energia laser. Questa tecnica è clinicamente testata ed approvata negli Stati Uniti già nel 2006 dalla FDA (Food and Drug Administration).

La principale caratteristica della metodica che rende il trattamento mininvasivo e meno traumatico della liposuzione classica, è data dall’uso di una micro cannula di 1mm di diametro e dell’energia laser Nd:YAG pulsato. Il principio è semplice ed efficace, la selettività della sorgente laser permette di colpire gli adipociti rompendone la membrana e permettendo la fuoriuscita del liquido in esse contenuto.

La metodica prevede una iniziale somministrazione di anestetico locale attraverso delle incisioni di 2 mm. Successivamente viene inserita la cannula che monta la fibra del laser Nd:Yag che lavora con 2 lunghezze d’onda che possono essere utilizzate separatamente o miscelate insieme a seconda di cosa dobbiamo trattare:

– 1320 nm: fortemente assorbita da acqua e grasso. L’energia termica è concentrata vicino alla punta del laser.

– 1064nm: fornisce una più ampia dispersione di energia ed è assorbita dalle emoglobina.

– Multiplex (mix delle due lunghezze): distribuzione di energia omogenea sicura, ampia e più efficace per: distruzione degli adipociti, proprietà emostatiche, contrazione cutanea.

Nella regione più vicina all’estremità della cannula il laser produce un effetto fotomeccanico che riesce ad alterare la permeabilità della membrana degli adipociti causandone un accrescimento e successiva distruzione. Una parte dell’energia, per effetto fototermico, porta alla chiusura dei piccoli vasi sanguigni che irrorano il grasso riducendo la perdita ematica e quindi garantendo un minimo rischio di formazione di ematomi e azzerando il rischio di embolia grassosa. Negli strati più superficiali, è possibile eseguire dall’interno la fotostimolazione del collagene che ne induce lo shrinkage con conseguente tightening del tessuto cutaneo (effetto lifting e retrazione del tessuto).

Dopo l’applicazione laser viene utilizzata una cannula da liposuzione di 3mm di diametro per drenare il grasso sciolto dal laser limitando quindi l’accumulo epatico di trigliceridi. Rispetto alla liposuzione classica abbiamo quindi una minore invasività, ridotte perdita ematiche e minore traumatismo con assenza di ematomi ed edemi diffusi e persistenti dopo l’intervento. I tempi di recupero sono più brevi con un ridotto ricorso a bendaggi compressivi.

Dopo la seduta il paziente può riprendere la normale attività sociale e lavorativa e dovrà solo astenersi dall’attività sportiva e non bagnare le zone trattate per 15 giorni e indossare un’adeguata guaina compressiva per 3 settimane.

Dopo la rimozione dei punti è utile un ciclo di massaggi drenanti e modellanti, per favorire il drenaggio linfatico del lisato e accelerare il processo di rimodellamento cutaneo. Il trattamento viene quasi sempre percepito come del tutto indolore, l’unica fase fastidiosa può essere quella dell’infiltrazione dell’anestetico locale. La parte trattata può risultare gonfia e dolente al tatto per alcune settimane e possono comparire piccole ecchimosi che risolvono spontaneamente in 2-3 settimane. In alcuni casi possono essere presenti asimmetrie che vanno corrette in sede di eventuale ritocco.

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