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Francesca Negosanti
Specialista in Dermatologia e Venereologia

La presenza di peli terminali in eccesso oppure in zone dove normalmente non dovrebbero essere presenti, sta diventando sempre più una problematica di grande impatto dal punto di vista psico-sociale. In ambito medico si definisce irsutismo l’aumento dei peli terminali in aree androgeno- dipendenti (labbro superiore, regione mandibolare, regione sternale, dorso, linea alba, areole mammarie), che nelle donne può rappresentare un sintomo di patologie sottostanti come la sindrome dell’ovaio policistico. Per ipertricosi si intende invece l’accrescimento pilifero in zone non androgeno-dipendenti, normalmente ricoperte di peli, influenzato da vari fattori tra cui l’età, la razza e la predisposizione familiare.
Diverse sono le metodiche proposte per la depilazione: la decolorazione, la rasatura, la depilazione a strappo o chimica, il trading con il filo di seta, l’utilizzo di creme a base di eflornitina, la terapia fotodinamica. L’epilazione a lungo termine viene invece affidata ai sistemi a luce pulsata, ai laser o all’elettrocoagulazione che rimane ad oggi l’unico metodo efficace per epilare i peli di colore bianco.
L’American Society for Aesthetic Plastic Surgery stima che nel 2015 sono stati eseguiti in USA più di 1.200.000 trattamenti di laser epilazione. La laser epilazione è il terzo trattamento più frequentemente richiesto in assoluto in dermatologia/medicina estetica e pensate, ben il secondo più richiesto nel sesso maschile. Il principio su cui si basa l’epilazione laser è quello della selettività termocinetica (fototermolisi selettiva) secondo cui, utilizzando peculiari lunghezze d’onda di luce, si può ottenere un determinato effetto biologico con minimo danno sui tessuti circostanti. Il bersaglio target-cromoforo nel caso dell’epilazione laser è rappresentato dall’eumelanina che si trova nel fusto e nel follicolo pilifero a livello della papilla dermica e del bulge (sede delle cellule staminali).

In base a tale principio la luce laser, opportunamente regolata, raggiunge il follicolo pilifero fino alla regione del bulbo, dove viene assorbita e trasformata in calore con conseguente necrosi termica e retrazione endoluminale del pelo con conseguente caduta, senza segni di danno per l’epidermide. La distanza spaziale che intercorre tra cromoforo bersaglio (melanina fusto e bulbo) e bersaglio biologico (cellule staminali presenti nel bulge) impone l’utilizzo di impulsi laser lunghi per far sì che il calore riesca a diffondersi fino al bulge (estensione della teoria della fototermolisi selettiva).
Le metodiche di epilazione a lungo termine comprendono trattamenti laser e trattamenti a luce pulsata. La melanina è il cromoforo bersaglio per le lunghezze d’onda comprese tra il rosso ed il vicino infrarosso: il laser ad alessandrite (lunghezza d’onda 755 nm) ed il laser a diodo (810 nm di lunghezza d’onda) sono particolarmente appropriati per l’epilazione e la loro efficacia è supportata da numerose pubblicazioni scientifiche; il laser a rubino (694 nm) è ormai in disuso; il laser Nd:Yag (1064 nm) pur dando luogo ad e etti minori, rimane il laser più sicuro e consigliato nei pazienti con fototipo scuro per finire con i sistemi a luce pulsata la cui efficacia risulta minore.
Al fine di minimizzare l’insorgenza di effetti collaterali e proporre trattamenti il più performanti possibili è fondamentale non trascurare alcune importanti considerazioni.
In prima battuta va eseguita una corretta anamnesi ed un attento esame obiettivo: va indagata la storia personale del paziente, l’anamnesi patologica remota e recente, l’anamnesi farmacologica.

Vanno richiesti esami specifici e la consulenza del ginecologo e/o endocrinologo per indagare e gestire al meglio eventuali disfunzioni endocrine e/o ormonali, vanno esclusi tumori o terapie che potrebbero causare l’aumento dei peli, indagate e gestite con attenzione patologie fotosensibili o soggette a koebnerismi, non sottovalutati i pazienti in terapia con farmaci fotosensibilizzanti.
Bisogna valutare il fototipo del paziente (ricordiamo che la melanina cutanea è il cromoforo in competizione con quella del bulbo del pelo quindi facciamo attenzione nei fototipi scuri e scegliamo le lunghezze d’onda più opportune); l’abbronzatura (anche se oggi molte piattaforme laser presentano trattamenti possibili e sicuri su ogni tipo di pelle e in tutte le stagioni dell’anno, ricordiamo che i trattamenti eseguiti su pelli abbronzate risultano comunque più rischiosi e meno performanti); il colore e lo spessore dei peli da trattare (i trattamenti laser epilazione risultano ovviamente più efficaci in pazienti con pelli chiare e peli grossi e scuri, non avremo invece risultati ottimali su pelurie chiare e sottili); la presenza di nei e tatuaggi sulle aree interessate dal trattamento (se è ormai dimostrato che un nevo benigno non può essere trasformato in maligno dalla luce laser è certo che nessun tipo di laser per l’epilazione può essere passato su un tatuaggio senza dar luogo ad una cicatrice patologica).
È opportuno programmare nel modo corretto le sedute terapeutiche e scegliere il periodo giusto dell’anno: io consiglio di aspettare la scomparsa dell’abbronzatura magari aiutandosi con scrub da eseguirsi 2/3 volte a settimana e di interrompere le sedute qualche settimana prima della successiva esposizione al sole per scongiurare la comparsa di spiacevoli iperpigmentazioni post-infiammatorie.
È buona norma acquisire foto preliminari delle zone che andremo a trattare (ricordiamo che non ci si ricorda quasi mai di quale era la situazione di partenza!) e sottoporre al paziente un buon consenso informato che indaghi e spieghi in modo esaustivo le veritiere aspettative, i possibili e etti collaterali (ipo/iperpigmentazioni temporanee/permanenti, vescicole, ulcere, cicatrici, ematomi, reazioni orticarioidi, infezioni, follicoliti o ipertricosi paradossa), la metodica, il numero di sedute, il prospetto economico.
È importante sottolineare al paziente che l’epilazione definitiva e permanente è un traguardo non per tutti e che è più opportuno parlare di epilazione a lungo termine dal momento che solo circa l’80% dei pazienti risponde bene alla laser epilazione e che ci si può aspettare una perdita del 20-30% di peli ad ogni seduta e che dopo sedute multiple si può arrivare ad una percentuale di peli persi che può andare dal 75% all’80-89%.

L’efficacia dell’epilazione a lungo termine dipende da diverse variabili tra cui il colore del pelo, della pelle e la fluenza tollerata. A ogni seduta si verifica la perdita a lungo termine del 15-30% dei peli ed i peli residui diventano progressivamente più chiari e sottili. Il numero dei trattamenti può essere variabile dalle 4 alle 12 sedute in relazione al tipo di cute, al colore del pelo, alla zona di trattamento ed alle problematiche di base (disfunzioni ormonali). Consiglio di e effettuare le prime 4 sedute cadenziate una volta ogni 30-45 giorni poi quando si verifica la ricrescita del pelo. In alcuni casi, in soggetti affetti da disfunzioni ormonali è necessario abbinare una terapia specifica per la patologia di base al fine di ottimizzare e rendere più duraturi i risultati ottenuti e prevedere un mantenimento 1-2 volte l’anno dopo il canonico ciclo di sedute. Al fine di ottenere la massima efficacia ad ogni trattamento è opportuno evitare l’epilazione a strappo almeno per le 4-6 settimane precedenti la seduta laser (la rasatura o l’epilazione chimica sono consentite anche il giorno stesso). Per garantire la massima sicurezza è opportuno far indossare occhiali protettivi (la retina contiene melanina), prestando particolare attenzione all’area del sopracciglio, e proteggere i denti. Infine i trattamenti devono essere eseguiti in locali a norma (controllo della temperatura, assenza di specchi, aspiratore di fumi). Dopo ogni trattamento si osserva la comparsa di eritema ed edema peri-follicolare (end-point della laser epilazione) che può durare da poche ore a qualche giorno: in questo caso è utile l’utilizzo di ghiaccio e l’applicazione di topici lenitivi e/o corticosteroidei e va sempre consigliata un’adeguata fotoprotezione. In conclusione, la laser-epilazione è oggi una metodica estremamente richiesta ed efficace. Le maggiori soddisfazioni per il medico ed il paziente si ottengono però solo valutando al meglio ogni singolo caso e scegliendo la tecnologia più opportuna. Benissimo puntare sui nuovi device che garantiscono trattamenti veloci e indolore ma ricordiamoci che siamo laseristi e che quindi non dobbiamo trascurare la scelta dell’opportuna lunghezza d’onda, della giusta fluenza, della durata degli impulsi, del diametro dello spot, dei sistemi di raffreddamento. E non promettiamo mai risultati impossibili!