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HBV è il virus responsabile dell’epatite B. Il virus può essere trasmesso con il sangue (uso di siringhe o aghi infetti, trasfusioni di sangue o derivati infetti, pratica di tatuaggi presso centri non controllati) o con i rapporti sessuali. Le madri infette possono trasmettere con facilità il virus ai propri figli durante la gestazione.

SINTOMI

Dopo una fase caratterizzata da sintomi simil-influenzali (febbre, nausea, vomito) si ha la fase di epatite B (infezione del fegato) con alterazione di alcuni esami del sangue (transaminasi- GOT e GPT) ed ittero (colore giallo della pelle, sintomo non sempre presente). Nella maggior parte dei casi si ha guarigione spontanea con la formazione di anticorpi contro il virus HBV. Una volta formati gli anticorpi non si è più contagiosi. Solo nel 5-10% dei casi l’infezione diventa cronica.

ESAMI

Con un esame del sangue si cercano 2 parametri: HBsAg (positivo solo nel caso di infezione in atto, in questa fase si è contagiosi), anti-HBs (diventa positivo quando HBsAg si negativizza, significa che il paziente ha formato gli anticorpi contro il virus e che è guarito, in questa fase non si è più contagiosi. Questo esame è positivo anche nel caso in cui il paziente abbia fatto in precedenza il vaccino per HBV).

TERAPIA

Esistono efficaci farmaci antivirali capaci di velocizzare la guarigione dall’epatite B. Esiste il vaccino, efficace e sicuro. Tecnica adottata ed applicata consente di ridurre le complicanze di questo trattamento al di sotto dell1% dei casi trattati. Non sono state mai registrate complicanze gravi. L’impiego di anestesia locale e la compressione post, unitamente alla mobilizzazione precoce, consentono di non effettuare la profilassi anticoagulante per prevenire le flebotrombosi profonde quando la metodica di intervento sia chirurgica. L’uso di antibiotici viene limitato ai pazienti che siano per condizioni personali o locali a rischio di infezione post-operatoria.