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Sono provocati da un virus (papillomavirus o HPV), il cui contagio è prevalentemente ma non esclusivamente, sessuale. Si localizzano ai genitali e alla bocca, soprattutto nella zona delle mucose, poiché prediligono le parti umide. Sono molto comuni ed in genere non gravi; a volte sono persisteti e resistenti alle terapie. Circa il 90% della popolazione ha avuto contatto con tale virus, alcune persone possono anche non manifestare mai nel corso della vita i conditomi.
SINTOMI
Dopo un periodo d’incubazione molto variabile (da tre settimane fino ad un anno o più), si ha la comparsa di escrescenze cutanee (simili a verruche), dello stesso colore della pelle normale, a livello di vulva, vagina, cervice uterina, pene, ano, bocca. Di solito non provocano dolore, raramente prurito (quando vi sono numerose lesioni). Quando colpiscono il collo dell’utero assumono aspetti particolari e meno evidenti, per cui possono passare inosservate ad occhio nudo. Se non si eliminano tendono ad aumentare di dimensioni e numero, ma è anche possibile la guarigione spontanea. È in ogni caso difficile se non impossibile eliminare il virus dalle mucose, per cui sono molto frequenti le recidive (che dipendono di solito da abbassamenti delle difese dell’organismo).
COMPLICANZE
riguardano soprattutto le donne, che in caso di infezione da HPV ( specie della cervice) devono sottoporsi a controlli più frequenti e ad accertamenti preventivi (PAP test). Alcuni tipi di HPV sono infatti potenzialmente oncogeni e se non adeguatamente trattati possono dar luogo al cancro della cervice uterine. In gravidanza si può avere la comparsa dell’ infezione o un peggioramento di lesioni preesistenti. Si può verificare una regressione delle lesioni dopo il parto. Si consiglia comunque di eliminarle con i metodi opportuni, anche se i rischi per il bambino sono bassi.
ESAMI
Nella maggior parte dei casi la diagnosi si fa con l’osservazione diretta delle lesioni. In certe localizzazioni nella donna occorrono invece altri accertamenti. Non esistono esami del sangue specifici, poiché il virus non entra nella circolazione sanguigna.
TERAPIA
Esistono diverse modalità, valutabili caso per caso, con cui eliminare le lesioni: bruciatura con acido tricloracetico, con bisturi elettrico, crioterapia, laser, creme particolari da apllicare sulle lesioni. A volte si può associare all’asportazione l’uso di farmaci che dovrebbero aumentare le difese dell’organismo, ma i risultati non sono sempre soddisfacenti. Il problema principale è quello delle recidive: dopo una cura, anche efficace, i condilomi tendono a ricomparire; una certa quantità di virus infatti rimane sulla pelle e si può riattivare anche dopo una lunga latenza.
CONTAGIO
Il rischio di contagiare altre persone è maggiore quando le lesioni sono chiaramente visibili anche se non è escluso il contagio in assenza di sintomi clinicamente evidenti.