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Patch test e prick test: 2 importanti mezzi per affrontare gli eczemi

Patch test e prick test: 2 importanti mezzi per affrontare gli eczemi

Come il Centro Dermatologico affronta l’eczema

Il Centro Dermatologico è specializzato nella diagnosi e nella cura della dermatite allergica da contatto (DAC), che è particolarmente diffusa tra gli adulti.

Oggigiorno, infatti, è sempre maggiore la possibilità di incappare in allergie in quanto si è a stretto contatto con coloranti, profumi e composti chimici, sia per motivazioni professionali (parrucchieri e operai) che per motivi estetici (tatuaggi, ricostruzione unghie e protesi odontoiatriche) Sulla base della visita preliminare, presso il Centro Dermatologico, il dermatologo decide quali sostanze testare con i patch test, ovvero i test epicutanei, e con il prick test.

Che cosa è il patch test

I patch test sono essenziali per confermare la diagnosi e per identificare gli allergeni in causa, essi testano la presenza di allergia ritardata (reazione IV tipo) ad apteni (cioè allergeni) appartenenti alla classe di sostanze chimiche definite, disperse in vaselina o disciolti in opportuno solvente, in concentrazioni variabili ed in sintonia con la letteratura internazionale.

Che cosa è il prick test

Il prick test (reazione I tipo: immediata) invece identifica la presenza di IgE specifiche in vivo in malattie come la dermatite atopica, la dermatite da contatto a proteine e l’orticaria.

Patch test e prick test: 2 importanti mezzi per affrontare gli eczemi

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Come affrontare la psoriasi, la malattia infiammatoria cronica della cute

Come affrontare la psoriasi, la malattia infiammatoria cronica della cute

Tra le diverse malattie della cute trattate dal Centro Dermatologico c’è anche la psoriasi, malattia infiammatoria cronica della cute dalla grande rilevanza sociale. La psoriasi, che interessa circa 3 persone su 100, esordisce spesso in età giovanile e mantiene un andamento cronico-recidivante. Si tratta di una malattia che ha un significativo impatto sulla qualità della vita, l’attività lavorativa e le relazioni sociali.

La psoriasi in passato e oggi

Ritenuta in maniera errata come la “malattia dei sani”, la psoriasi è oggi considerata come una malattia immuno-mediata in cui ha un ruolo rilevante una predisposizione genetica (a conferma di ciò molti casi di psoriasi familiare).
Proprio per questo motivo è molto importante non sottovalutare il problema e affrontarlo.

Come affrontare la psoriasi

Per affrontare la psoriasi è importante sottoporsi a controlli dermatologici, sfruttando anche le diverse nuove cure che stanno emergendo. Normalmente la procedura richiede diversi passaggi. Il dermatologo, dopo aver effettuato la visita e gli esami del caso, definisce la terapia migliore per ogni singolo paziente. Ogni terapia infatti può avere anche degli effetti collaterali che non devono essere sottovalutati. Proprio per questo motivo vengono ora realizzate terapie specifiche per ogni singolo paziente.

 

La ‘’target therapy’’ per affrontare la psoriasi

La ‘’target therapy’’ è infatti una terapia ritagliata sul paziente, in base a quelle che sono le sue caratteristiche. Possono essere definite terapie topiche, fototerapia, terapie sistemiche (cioè attraverso farmaci assunti per via orale o in fiale), dieta specifica, psicoterapia e terapie non convenzionali.

La mia esperienza nella rimozione dei tatuaggi

In Italia si sta vivendo una vera tattoo mania ma ogni anno aumenta anche il numero di coloro che vogliono rimuovere i segni con cui avevano abbellito la pelle. II tatuaggio è una pratica antica quanto il mondo e il numero dei tatuati aumenta sempre di più. Gli ultimi...

Su ‘’Dermakos’’, la Dottoressa Negosanti spiega come l’acido retinoico 0.02% sia stabilizzato  in airless nello Skin Aging

Su ‘’Dermakos’’, la Dottoressa Negosanti spiega come l’acido retinoico 0.02% sia stabilizzato in airless nello Skin Aging

In un supplemento della rivista Dermakos si può trovare l’estratto del workshop di Francesca Negosanti, Dottoressa del Centro Dermatologico, realizzato in occasione del 18° Congresso Internazionale di Medicina Estetica Agorà tenutosi nell’agosto del 2016 a Milano.

Nell’estratto, che potete trovare in forma integrale cliccando in basso sul pulsante ‘’Scarico l’articolo in PDF’’, viene descritta l’evoluzione dell’impiego dei retinoidi in ambito dermatologico dalle origini ai giorni nostri, passando attraverso sia a tecnologie di stabilizzazione che a innovative forme di erogazione, realizzate con l’obiettivo di migliorare la performance del rimedio.

Sempre nello scritto, viene analizzato un nuovo prodotto, identificato come un dispositivo medico di classe III, che per primo ha ottenuto l’indicazione estetica. Questo nuovo prodotto è un’associazione tra l’Acido Retinoico allo 0,02%, l’Acido Glicolico al 4,00% e Polyvinyl-A allo 0.20% in flacone airless da 30 millilitri, tipico per i segni di crono e di foto-invecchiamento.

L’azione farmacologica dell’acido retinoico:

Inoltre sono illustrati anche i possibili utilizzi coadiuvanti del prodotto con alcune tecniche ambulatoriali di tipo medico estetico come ller, trattamenti iniettivi, laser e peeling, per i quali è già previsto un meticoloso protocollo di utilizzo.

Un colloquio con uno dei nostri medici ti aiuterà a comprendere la tua situazione e trovare la soluzione più adeguata.

La mia esperienza nella rimozione dei tatuaggi

In Italia si sta vivendo una vera tattoo mania ma ogni anno aumenta anche il numero di coloro che vogliono rimuovere i segni con cui avevano abbellito la pelle. II tatuaggio è una pratica antica quanto il mondo e il numero dei tatuati aumenta sempre di più. Gli ultimi...

La mia esperienza nella rimozione dei tatuaggi

La mia esperienza nella rimozione dei tatuaggi

In Italia si sta vivendo una vera tattoo mania ma ogni anno aumenta anche il numero di coloro che vogliono rimuovere i segni con cui avevano abbellito la pelle.

II tatuaggio è una pratica antica quanto il mondo e il numero dei tatuati aumenta sempre di più. Gli ultimi dati raccolti dall’lstituto Superiore della Sanità dimostrano che in Italia si sta vivendo una vera e dilagante “tattoo mania”: 13 italiani su 100 rientrano
infatti net popolo dei “tatuati”. Oggi 
non si tatuano più solo i marinai, i carcerati o i motociclisti, ma tutti, proprio
tutti e sono più le donne degli uomini
(13,8 % contro 11,7%). Nel tempo sono cambiate le mode e si è passati dal
tribale, alla scritta, al “minimal’, a veri e
propri quadri multicolore. Così come sono aumentati i tatuati, è in esponenziale aumento anche il numero di
chi ne richiede la rimozione: il 30% dei
tatuati si rivolge infatti al Iaserista. Se
 prima il paziente tipo era definibile
come un “pentito” che voleva cancellare un nome o un ricordo spiacevole
o si era stancato di un errore di gioventù oggi ricorre alla rimozione anche chi, per esigenze lavorative, deve
 cancellare il tatuaggio da zone del corpo troppo in vista, oppure chi vuole
modificare vecchi disegni o cancellarli per farne di nuovi. Ciò rende sempre 
più stretti i contatti e gli scambi di informazioni tra tatuatore e laserista.

I tatuaggi possono essere di diverse tipologie da quell’ornamentale professionali mono o multicolore eseguiti
da personale esperto a quelli amatoriali, da quelli sanitari tipici dei pazienti
che si sono sottoposti a radioterapia a
quelli traumatici da sfregamento e inoculazione di particelle di asfalto o terriccio fine a quelli cosmetici (trucco
permanente o semipermanente).

Tanti ormai sono i colori che ci troviamo di
fronte: non più solo il nero e il rosso ma
tutta la possibile tavolozza cromatica. Oggi però si possono promettere risultati eccellenti su quasi tutti i tatuaggi.

Mi interesso di laserterapia dai
 primi anni di studio di Medicina e da quando sono Dermatologa non è
solo la metodica
 da me più utilizzata nella pratica ambulatoriale quotidiana, ma anche il 
mio maggiore interesse e la mia grande passione. Credo 
che non potrei più 
fare il mio mestiere
senza l’ausilio di un
 laser sia per quanto riguarda la dermatologia classica ma soprattutto in materia di dermatologia e medicine estetica.

Per quanto riguarda la rimozione del tatuaggio è ormai risaputo e dimostrato che i metodi più efficaci sono quelli che utilizzano tecnologia LaserQ-switched o a Picosecondi e, per fortuna, non si vedono quasi più le brutte e indelebili cicatrici dovute al tentativo di cancellare un tatuaggio con metodiche antiche o improprie (salabrasione, dermoabrasione, cauterizzazione, toccature con caustici, rimozione chirurgica o laser CO2).

Anche la rimozione laser del tatuaggio segue le regole della fototermolisi selettiva secondo la quale una specifica lunghezza d’onda colpisce e distrugge selettivamente un cromoforo bersaglio (in questo caso uno specifico pigmento).

La tecnologia Qswitched permette poi di erogare grandissime quantità di energia in un tempo brevissimo distruggendo il pigmento per effetto meccanico fotoacustico con unminimo riscaldamento dei tessuti circostanti che garantisce una rimozione senza esiti cicatriziali.
Dai primi laser Q-switched studiati da Goldman nel 1967 a oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante.

Il laser Discovery Pico Plus

La mia personale esperienza in questo campo parte 15 anni fa quando utilizzavo un laser Q-switched Nd:YAG a nanosecondi con due lunghezze d’onda di 1064 nm e 532 nm con ottimi risultati su tutti i tatuaggi di colore nero, rosso,
viola, mattone; sono poi passata a un laser Q-switched Nd:YAG a nanosecondi a 4 lunghezze d’onda di 1064 nm, 532 nm, 585 nm, 650 nm con migliori, anche se non ottimali, risultati anche sui colori azzurro e verde.

Da sette mesi utilizzo l’ultimo nato in materia di laser per la rimozione dei tatuaggi: il laser Discovery Pico Plus. La tecnologia a picosecondi permette di erogare energie e potenze elevatissime in tempi ultracorti (non nanosecondi
ma picosecondi) con impulsi che generano un puro effetto fotoacustico.
Dalla frammentazione del pigmento in granuli tipica della tecnologia Q-switched si è così passati a una polverizzazione del pigmento in microparticelle più facilmente e velocemente aggredibili da parte del sistema macrofagico e linfatico, e un sempre maggior profilo di sicurezza per il paziente.
Più l’impulso è breve, minore è la diffusione di calore ai tessuti limitrofi ottenendo così risultati ottimali e senza traccia, in meno sedute e con meno dolore.

 

Ma come funziona? 

Quando una particella presente nella cute assorbe una radiazione laser a impulsi ultracorti, si genera un rapido riscaldamento con temperature che raggiungono i 900°C. Il riscaldamento induce nella particella un’espansione estremamente veloce, che genera un’ondameccanica longitudinale (acustica) che attraversa la particella stessa ed esercita una pressione che ne determina la frammentazione. Successivamente, i frammenti vengono rimossi da parte dei macrofagi attraverso il sistema linfatico. Questo è il processo chiamato “fotoacustico”: affinché ciò accada nelle migliori condizioni, la durata dell’impulso laser deve essere inferiore al tempo di attraversamento dell’onda meccanica all’interno del target, che per i cluster di inchiostro è in nanosecondi e per le particelle di inchiostro più piccole e melanosomi singoli è nell’intervallo dei picosecondi. Il sistema è dotato di un laser Nd:YAG a doppia lunghezza d’onda, 1064 nme 532 nmin grado di lavorare non solo in modalità Picosecondi – energia emessa fino a 800mJ con una potenza di 1.8GW-ma anche in Q-Switched a singolo e doppio impulso, e di un laser a Rubino 694 nm in grado di emettere fino a 1.2 J di energia in modalità Q-Switched.

Questa combinazione di laser permette di rimuovere egregiamente i tatuaggi di tutti i colori a eccezione del giallo e del bianco. La tecnogia Q-Switched e Pico con queste lunghezze d’onda è il Gold standard per il trattamento delle lesioni pigmentate benigne in tutti i fototipi, che rimangono l’inestetismo che ci si trova più di frequente a trat tare nella nostra pratica ambulatoriale quotidiana. Anche se disponiamo di laser così innovativi e performanti non possiamo però promettere miracoli in tempi brevi. Con l’avvento della tecnologia a picosecondi si pensava infatti di poter accorciare i tempi tra una seduta e l’altra promettendo risultati in tempi più brevi, ma non è così. Maggiore è il tempo che intercorre tra una seduta e la successiva, minore è il loro numero complessivo di sedute e migliori sono i risultati: se si lascia passare il giusto tempo infatti il sistemamacrofagico riesce a drenare tutto il pigmento distrutto e la cute sovrastante si rigenera nel migliore dei modi. Credo che un buon compromesso tra l’optimume la comprensibile “fretta” del paziente sia un intervallo di almeno 2 mesi tra le sedute.
Eseguo i trattamenti solo su cute non abbronzata e consiglio ai pazienti di applicare una specifica crema anestetica 2 ore prima della seduta per ridurre alminimo il disconfort: i trattamenti con tecnologia laser a picosecondi sono di certo meno dolorosi ma non possono essere definiti indolori. Con 7 mesi di utilizzo di questa nuova tecnologia sto risolvendo tatuaggi che sembravano resistenti, già dopo sole 4 sedute lo schiarimento è quasi completo e il tempo di guarigione della cute dopo la seduta è più breve. Se la rimozione del tatuaggio richiede pazienza e possono essere necessarie alcune sedute in più rispetto al numero stimato, le lentigo solari possono essere rimosse in una sola seduta.

Scopri il laser Pico di QUANTA:

Una tecnologia Pico per grandi risultati: la rimozione dei  tatuaggi secondo Renaissance.

Discovery Pico è il dispositivo laser per il trattamento dei tatuaggi multicolore, delle lesioni pigmentate benigne e del ringiovanimento cutaneo. Il sistema si basa su un laser Nd:YAG ai picosecondi disponibile in 2 versioni: “Discovery Pico”,a doppia lunghezza d’onda, 1064 e 532 nm e “Discovery Pico Plus” a tripla lunghezza d’onda con l’aggiunta di una sorgente Ruby Q-Switch a 694 nm. Il dispositivo può lavorare in più modalità di impulso: ai Picosecondi con energia fino a 800 mJ e potenza di picco di 1.8GW, in Q Switch a singolo e doppio impulso, e in modalità “Photo-Thermal” (FreeRunning).

A differenza dei tradizionali laser Q-Switch che frammentano i pigmenti in granuli, il laser ai picosecondi li riduce in un particolato finissimo, più facilmente eliminabile dal corpo. L’effetto fotoacustico mirato a inchiostri e macchie cutanee, è generato dalla combinazione di 3 caratteristiche: durata d’impulso brevissima, altissima energia e potenza di picco indispensabili per poter usare spot molto grandi per elevate penetrazioni nella pelle. Disponibili manipoli a spot quadrati per trattare i tatuaggi, a spot rotondi basati su tecnologia olo grafica e un manipolo frazionato per ringiovanimento cutaneo, tutti con profili “Flat-Top”.

Commercializzato da Renaissancefrutto dell’unione commerciale di Deka e QuantaSystem, realtà italiane del Gruppo El.En.

La Pelle:  la mia esperienza nella rimozione dei tatuaggi 

pubblicato a Ottobre 2017 nella Rivista “Esperienza”