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La calvizie comune maschile è anche detta alopecia androgenetica in quanto per la sua comparsa sono necessarie due fattori concomitanti:

  • gli ormoni maschili o androgeni
  • la predisposizione genetica o ereditaria

Non sono ancora conosciuti i diversi geni coinvolti nella comparsa della malattia ma si conosce invece il meccanismo attraverso il quale gli ormoni androgeni agiscono sul capello. I follicoli piliferi delle aree del cuoio capelluto che sviluppano la calvizie esprimono una maggiore quantità di un enzima chiamato 5-alfa-reduttasi che converte il principale ormone maschile (testosterone) nel suo più potente derivato chiamato diidrotestosterone o DHT. Le aree colpite da calvizie producono quindi una maggiore quantità di DHT che da’ luogo a progressivo assottigliamento o miniaturizzazione dei capelli fino a renderli una invisibile peluria. Le aree maggiormente del cuoio capelluto sono quella dell’attaccatura dei capelli e la porzione superiore della testa.

Trattamenti possibili:

  • locali a base di lozioni che si applicano sul cuoio capelluto
  • chirurgici (autotrapianto): tecniche che consistono nel prelevare i follicoli piliferi dalla regione nucale (area non colpita dagli ormoni androgeni) ed il reimpianto degli stessi nell’area affetta da calvizie
  • terapia farmacologica orale: a base di una sostanza capace di bloccare l’azione dell’enzima che produce il DHT arrestando cosi’ la caduta e bloccando il processo di miniaturizzazione.